Mancano ormai pochissimi giorni alla fine della scuola e all’inizio del momento più atteso di tutti i bambini e ragazzi: LE VACANZE ESTIVE!!! Gli alunni sono felici, le maestre sono felici, i genitori……sono felici?!?
Sicuramente lo stress degli impegni scolastici, i compiti, le feste della scuola, le riunioni, i gruppi WhatsApp dei genitori non vi mancheranno, ma ora che i figli saranno tutto il giorno a casa come li gestirete?
Ovviamente la loro gestione varia in base alla loro età e alle vostre disponibilità in termini di risorse. Vediamo nel dettaglio a quali soluzioni potreste pensare.
FINO A 11-12 ANNI
Avere dei figli con un’età inferiore agli 11-12 anni significa non poterli lasciare a casa da soli per tutto il giorno e, quindi dover trovare una soluzione alternativa. Delle valide opzioni potrebbero essere:
- I NONNI, soprattutto se durante l’anno sono poco vissuti dai bambini. Stare con loro permetterà di conoscerli meglio, di conoscere meglio la loro storia, di imparare a fare piccoli lavoretti manuali e di conoscere vecchi giochi;
- I CENTRI ESTIVI, ormai numerosi e molto diffusi anche nei paesi più piccoli. Questi sono sicuramente una preziosa occasione per fare nuove esperienze e conoscere nuovi amici, nuovi posti e nuovi giochi;
- I GENITORI DI ALTRI BAMBINI amici dei nostri figli. Organizzarsi con gli altri genitori è una risorsa spesso sottovalutata che oltre a dare ai bambini un ottimo esempio di collaborazione, può essere un prezioso momento di conoscenza e confronto dal quale potrebbe nascere una vera e propria rete di supporto utile anche in altri momenti dell’anno.
DAI 12-13 ANNI IN POI
I ragazzi che hanno un’età superiore ai 12-13 anni possono anche passare del tempo soli a casa, ma la paura della maggior parte dei genitori è che passino la maggior parte del tempo davanti ai video-giochi oppure sul divano ad annoiarsi e a non fare niente. In questo caso una possibilità potrebbe essere quella di pensare a dei viaggi studio organizzati o degli stage sportivi che prevedano il pernottamento fuori casa.
La domanda che è necessario porsi di fronte a questa possibilità è: SIAMO PRONTI?
Perchè dovranno essere pronti i figli, ma anche i genitori stessi.
Se sono I RAGAZZI a non essere pronti a partire è fondamentale non insistere. La regola è: INCORAGGIARE SI, MA NON FORZARE. Il genitore deve capire che questo, forse, non è ancora il momento adatto. Quindi parlate con loro, ascoltate le loro paure, accoglietele senza sminuirle e provate a normalizzarle. Se, dopo averli ascoltati, ancora si rifiutano vorrà dire che riproverete il prossimo anno. Il rischio che si corre insistendo troppo è che essi alla fine accettino per non deludervi, ma che non riescano a coglierne gli aspetti positivi perché non ancora pronti e troppo impauriti.
Quando, invece, sono I GENITORI a non essere pronti?!? In questo caso è importante che essi riflettano sulle proprie paure e sul fatto che non debbano essere trasmesse ai figli. E’ comprensibile che avere i figli lontani, soprattutto se per la prima volta, possa causare ansia e preoccupazione, ma è fondamentale che i ragazzi non abbiano la percezione di aver lasciato a casa dei genitori preoccupati e tristi perché questo influirebbe anche sul vivere positivamente l’esperienza.
Cosa fare in questo caso?
Sicuramente aiuta confrontarsi con il proprio partner (soprattutto se l’altro vive l’idea del figlio fuori casa con maggiore serenità) e con gli altri genitori perché in questo modo le proprie paure vengono normalizzate.
Pensare che se i figli sono felici e desiderosi di fare questa esperienza forse incoraggiarli e sostenerli è l’unica cosa possibile da fare. Ovviamente devono promettervi di divertirsi, ma allo stesso tempo, di rispettare le regole ed ascoltare gli adulti di riferimento.
Inoltre, avere per un po’ di tempo i figli fuori casa, permette di trovare uno spazio maggiore per se stessi e per la coppia…una sorta di vacanza dall’essere genitori che sicuramente dopo un intero anno scolastico è necessaria!!!
In conclusione le vacanze dovrebbero essere per i bambini e ragazzi un’opportunità per fare cose nuove e per sperimentare una maggiore autonomia, ovviamente in base all’età. Per i genitori, invece, un momento per godersi i propri figli, ma anche i propri spazi e dedicarsi alle proprie passioni.
Vi lascio il link ad un breve video riassuntivo che ho creato in collaborazione con la mia collega, la dott.ssa Marta Mazzi.
Per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi!
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