Per tutti perdere una persona cara è indubbiamente uno dei momenti più dolorosi e difficili da affrontare.
Sicuramente l’età e le circostanze della perdita sono due variabili che incidono molto su come viene affrontato un lutto che, quindi, può essere più o meno complicato.

Oltre alla gestione delle parti pratiche di un lutto, a loro modo dolorose anch’esse, le famiglie si trovano di fronte al difficile compito di doversi riorganizzare, di dover trovare un equilibrio in assenza della persona che non c’è più.

FASI DEL LUTTO

La letteratura ci insegna che per elaborare un lutto è necessario attraversare alcune fasi che possono avere una durata complessiva di più o meno un anno, ovviamente durata ed intensità variano da persona a persona:

  1. Negazione/rifiuto: si è totalmente increduli di fronte a quanto accaduto, non sembra possibile che la persona cara non ci sia più;
  2. Rabbia: quando la perdita viene realizzata si ha l’esplosione della rabbia. Tale rabbia può essere diretta verso i familiari, gli amici, se stessi o verso il defunto;
  3. Negoziazione:  in questa fase si cerca di reagire a quanto accaduto cercando spiegazioni, alcune volte anche irrazionali;
  4. Depressione: è la fase del dolore, si prende atto della situazione e ci si arrende alla sofferenza;
  5. Accettazione: questo è il momento nel quale si inizia ad accettare quanto accaduto, la rabbia e la sofferenza sono sempre presenti, ma si sono fatti i conti con la realtà e si può iniziare ad avere uno sguardo verso il futuro.


In alcuni casi, soprattutto quando i familiari hanno avuto modo di prepararsi alla morte, questa elaborazione diventa un processo naturale; in altri, in particolar modo quando la persona ricopriva un ruolo centrale o quando è stata una morte improvvisa, ritrovare un equilibrio familiare diventa più difficile e doloroso e si può rischiare di rimanere “intrappolati” in una delle fasi descritte precedentemente.

Di fronte alla morte di un caro le reazioni possono essere molteplici: alcune famiglie possono far emergere risorse fino a quel momento nascoste e quindi sentire il dolore, ma riuscire anche ad andare avanti con la propria vita.

Per altre famiglie, invece, affrontare il dolore della perdita diventa più complicato e si può avere la sensazione che la vita sia ferma a quel momento nonostante gli impegni quotidiani continuino ad essere mantenuti.

COSA FARE?

La morte è una ferita profonda che può guarire spontaneamente, ma per fare in modo che questa ferita si cicatrizzi facilmente e che non continui a creare dolore a distanza di tempo è importante rivolgersi a professionisti esperti che sappiano aiutare ad elaborare il lutto e a dare un valido sostegno psicologico.